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Visualizzazione dei post da 2020

Loose parts e gioco destrutturato

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La teoria delle loose parts fu proposta per la prima volta dall'architetto Simon Nicholson negli anni '70 e ha iniziato a influenzare gli esperti di educazione e progettazione di spazi per l'infanzia; Nicholson afferma che le loose parts presenti nel nostro ambiente ci permettono di potenziare la nostra creatività. Sono materiali che possono essere spostati, trasportati, combinati, riprogettati, allineati, smontati e rimessi insieme in più modi.; s ono materiali che possono essere utilizzati da soli o combinati con altri. Non hanno un modo giusto o sbagliato per essere utilizzati quindi sono anche altamente inclusivi; a vere loose parts disponibili in uno spazio giochi consente ai bambini di usare questi materiali così come sono. Spesso osserverai che i bambini preferiscono giocare con materiali che possono usare e adattare a loro piacimento e secondo i loro bisogni; i bambini che giocano con loose parts mettono in campo creatività e immaginazione e sviluppano più abilit

Il testing pedagogico - Per un approccio scientifico ed evidence based

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Acquisto e utilizzo dei test: Vincolato a norme legali, etiche e deontologiche Standards for Educational and Psychological Tests American Educational Research Association (AERA) Attenzione a: Responsabilità del professionista nell'acquisto e nell'uso corretto degli strumenti. V alutare scrupolosamente gli strumenti adatti ai propri scopi; acquistare esclusivamente i test per i quali si è qualificati,.. In particolare, lo psicologo e pedagogista Cavagna, ci segnala Dall'infanzia all'età adulta (per differente età cronologica o mentale) e in riferimento alla valutazione di diverse aree, competenze o abilità: livello di sviluppo motorio, cognitivo, comportamento adattivo, competenze socio emotive e comunicative; livello delle funzioni attentive, mnemoniche e percettive; competenze visuospaziali e di orientamento nell'ambiente; livello di sviluppo linguistico a partire dalla prima i

Bambini e attaccamento

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Un legame di lunga durata, emotivamente significativo, che il bambino sviluppa nei confronti dell' adulto che si prende cura di lui. Bowlby parla di comportamento di attaccamento (quello del bambino) e di figura di attaccamento (colui che si prende cura del bambino) per identificare i soggetti della relazione. Caratteristiche  Ricerca di vicinanza fisica alla figura di attaccamento; Effetto base sicura, cioè l'atmosfera di benessere e sicurezza che il bambino avverte una volta stabilita la vicinanza fisica; Protesta alla separazione, quando la prossimità diventa impossibile. Variabili 1 Presenza o l'assenza reale di una figura di attaccamento (variabile dominante fino ai tre anni); 2 Fiducia o sfiducia nel fatto che la figura di attaccamento non presente, sarà disponibile, accessibile e capace di rispondere in modo adeguato in qualsiasi situazione di bisogno (importante dopo i tre anni). 3 Dopo la pubertà le qualità astratte del rapporto (

Apprendimento e zona di sviluppo prossimale

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" Di solito, quando si parla dei tempi dell’apprendimento, se ne hanno di mira solo i limiti minimi, cioè si intende dire che non si può insegnare a leggere a un bambino di sei mesi […] s’intende insomma, che il bambino dev’essere giunto nel suo sviluppo, a un certo grado di maturità, deve aver acquisito certe condizioni indispensabili, perché l’apprendimento stesso di una data materia divenga possibile. […] richiamo la vostra attenzione su un fatto di primaria importanza per l’apprendimento scolastico: […] esiste anche un limite massimo ottimale ". Vygotskij Per sostenere i processi di apprendimento occorre proporre al bambino problemi di livello leggermente superiore rispetto alle sue attuali competenze ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; le proposte devono rientrare all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (adulti o gruppo dei pari). Questo pensiero d

Leggere da 0 a 6 anni

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L'esperienza della lettura va avviata precocemente e va condivisa con il contesto familiare perché il piacere di leggere nasce se gli adulti si offrono come modello adeguato.   Nella primissima infanzia il cervello è capace di assorbire una quantità impressionante di informazioni e di modificarsi grazie alle esperienze:  l eggendo, il bambino scopre che aprire un libro vuol dire aprire una finestra su altri mondi: quello della realtà e quello della fantasia, quello delle cose di ogni giorno e quello dei sogni. La ricerca scientifica ha dimostrato che i bambini che amano leggere sviluppano migliori capacità di lettura e scrittura, un vocabolario più ampio e una maggiore comprensione generale delle altre culture:  privilegiamo i libri che fanno fare un passo avanti ai bambini, che aggiungono qualcosa alla loro esperienza, per esempio parole belle al suono e inusuali, illustrazioni originali, prospettive nuove. Osservare grafica, colori, immagini, materiali,.. devono essere este

Coding e pensiero computazionale a scuola

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Cosa significa pensiero computazionale?  Ad oggi non esiste una definizione universalmente condivisa. Quella che sembra mettere d’accordo il maggior numero di esperti è la definizione formulata dalla dottoressa Jeannette Wing, direttrice del Dipartimento di Informatica della Carnegie Mellon University, secondo cui “è il processo mentale che sta alla base della formulazione dei problemi e delle loro soluzioni così che le soluzioni siano rappresentate in una forma che può essere implementata in maniera efficace da un elaboratore di informazioni sia esso umano o artificiale”. Ovvero è lo sforzo che un individuo deve mettere in atto per fornire a un altro individuo o macchina tutte e sole le “istruzioni” necessarie affinché questi eseguendole sia in grado di portare a termine il compito dato. (http://www.smart-coding.it/wp-content/uploads/2015/02/Computational_Thinking.pdf) L'obiettivo non è quello di far diventare tutti dei programmatori informatici, ma di diffondere conoscenze scient