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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2020

Bambini e attaccamento

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Un legame di lunga durata, emotivamente significativo, che il bambino sviluppa nei confronti dell' adulto che si prende cura di lui. Bowlby parla di comportamento di attaccamento (quello del bambino) e di figura di attaccamento (colui che si prende cura del bambino) per identificare i soggetti della relazione. Caratteristiche  Ricerca di vicinanza fisica alla figura di attaccamento; Effetto base sicura, cioè l'atmosfera di benessere e sicurezza che il bambino avverte una volta stabilita la vicinanza fisica; Protesta alla separazione, quando la prossimità diventa impossibile. Variabili 1 Presenza o l'assenza reale di una figura di attaccamento (variabile dominante fino ai tre anni); 2 Fiducia o sfiducia nel fatto che la figura di attaccamento non presente, sarà disponibile, accessibile e capace di rispondere in modo adeguato in qualsiasi situazione di bisogno (importante dopo i tre anni). 3 Dopo la pubertà le qualità astratte del rapporto (

Apprendimento e zona di sviluppo prossimale

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" Di solito, quando si parla dei tempi dell’apprendimento, se ne hanno di mira solo i limiti minimi, cioè si intende dire che non si può insegnare a leggere a un bambino di sei mesi […] s’intende insomma, che il bambino dev’essere giunto nel suo sviluppo, a un certo grado di maturità, deve aver acquisito certe condizioni indispensabili, perché l’apprendimento stesso di una data materia divenga possibile. […] richiamo la vostra attenzione su un fatto di primaria importanza per l’apprendimento scolastico: […] esiste anche un limite massimo ottimale ". Vygotskij Per sostenere i processi di apprendimento occorre proporre al bambino problemi di livello leggermente superiore rispetto alle sue attuali competenze ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; le proposte devono rientrare all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (adulti o gruppo dei pari). Questo pensiero d

Leggere da 0 a 6 anni

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L'esperienza della lettura va avviata precocemente e va condivisa con il contesto familiare perché il piacere di leggere nasce se gli adulti si offrono come modello adeguato.   Nella primissima infanzia il cervello è capace di assorbire una quantità impressionante di informazioni e di modificarsi grazie alle esperienze:  l eggendo, il bambino scopre che aprire un libro vuol dire aprire una finestra su altri mondi: quello della realtà e quello della fantasia, quello delle cose di ogni giorno e quello dei sogni. La ricerca scientifica ha dimostrato che i bambini che amano leggere sviluppano migliori capacità di lettura e scrittura, un vocabolario più ampio e una maggiore comprensione generale delle altre culture:  privilegiamo i libri che fanno fare un passo avanti ai bambini, che aggiungono qualcosa alla loro esperienza, per esempio parole belle al suono e inusuali, illustrazioni originali, prospettive nuove. Osservare grafica, colori, immagini, materiali,.. devono essere este

Coding e pensiero computazionale a scuola

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Cosa significa pensiero computazionale?  Ad oggi non esiste una definizione universalmente condivisa. Quella che sembra mettere d’accordo il maggior numero di esperti è la definizione formulata dalla dottoressa Jeannette Wing, direttrice del Dipartimento di Informatica della Carnegie Mellon University, secondo cui “è il processo mentale che sta alla base della formulazione dei problemi e delle loro soluzioni così che le soluzioni siano rappresentate in una forma che può essere implementata in maniera efficace da un elaboratore di informazioni sia esso umano o artificiale”. Ovvero è lo sforzo che un individuo deve mettere in atto per fornire a un altro individuo o macchina tutte e sole le “istruzioni” necessarie affinché questi eseguendole sia in grado di portare a termine il compito dato. (http://www.smart-coding.it/wp-content/uploads/2015/02/Computational_Thinking.pdf) L'obiettivo non è quello di far diventare tutti dei programmatori informatici, ma di diffondere conoscenze scient

I prerequisiti dell'apprendimento

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  I prerequisiti dell'apprendimento "In diversi Paesi, da anni, nella scuola dell’infanzia, si sono gradualmente affiancate, ai curricoli più tradizionali centrati sul gioco, offerte formative in cui predominano le attività strutturate di tipo scolastico. Tali innovazioni hanno provocato un dibattito e lo sviluppo di ricerche finalizzate a mettere a confronto gli effetti differenziali delle due proposte. In Germania, tali studi si sono sviluppati fin dagli anni Settanta. Una ricerca ampia e significativa ha comparato 50 scuole dell’infanzia orientate al gioco e 50 orientate all’acquisizione precoce di conoscenze scolastiche. Gli esiti hanno mostrato chiaramente che i bambini provenienti dalle scuole incentrate sul gioco ottenevano risultati migliori degli altri in tutte le aree misurate, relative allo sviluppo fisico, emotivo, sociale e cognitivo. Lo studio ha messo in luce che i vantaggi dei curricoli ludici sono particolarmente evidenti con i bambini provenienti da nuclei