I prerequisiti dell'apprendimento

 


I prerequisiti dell'apprendimento

"In diversi Paesi, da anni, nella scuola dell’infanzia, si sono gradualmente affiancate, ai curricoli più tradizionali centrati sul gioco, offerte formative in cui predominano le attività strutturate di tipo scolastico. Tali innovazioni hanno provocato un dibattito e lo sviluppo di ricerche finalizzate a mettere a confronto gli effetti differenziali delle due proposte. In Germania, tali studi si sono sviluppati fin dagli anni Settanta. Una ricerca ampia e significativa ha comparato 50 scuole dell’infanzia orientate al gioco e 50 orientate all’acquisizione precoce di conoscenze scolastiche. Gli esiti hanno mostrato chiaramente che i bambini provenienti dalle scuole incentrate sul gioco ottenevano risultati migliori degli altri in tutte le aree misurate, relative allo sviluppo fisico, emotivo, sociale e cognitivo. Lo studio ha messo in luce che i vantaggi dei curricoli ludici sono particolarmente evidenti con i bambini provenienti da nuclei familiari a basso reddito (Almon, 2003). Per questi il gioco risulta un’esperienza fondamentale, in quanto potenzialmente capace di colmare le carenze linguistiche di base e le lacune derivanti dalla deprivazione di stimoli. Le proposte scolastiche formalizzate suppongono invece spesso strategie di apprendimento e motivazioni superiori a quelle possedute da questi bambini". (Paola Picchiardi, Cristina Coggi - Gioco e potenziamento cognitivo nell'infanzia. Comprensione, memoria, ragionamento, capacità critica e creatività. Edizioni Erickson) 

Alla scuola dell'infanzia e nei primi mesi della scuola primaria sentiamo spesso parlare del PREREQUISITI ma.. quali sono?

Letto-scrittura

  • Capacità di identificare le componenti fonologiche delle parole e di manipolarle intenzionalmente
  • Capacità di riconoscere o di produrre rime, di compiere la discriminazione uditiva tra due parole simili, di riconoscere e manipolare singoli fonemi (si sviluppa parallelamente all’apprendimento della scrittura)
  • Riconoscimento di lettere: corrispondenza grafema\fonema
  • Denominazione rapida automatizzata (disponibilità delle informazioni nella memoria e il grado di automatizzazione in cui vi si accede)
  • Ampiezza lessicale e comprensione morfosintattica
  • Memoria fonologica a breve termine: permette di mantenere e manipolare gli stimoli per il tempo necessario a svolgere un compito; influisce su tutte tre le componenti di base del processo di lettura: decodifica, comprensione e velocità di lettura
  • Discriminazione visiva e uditiva: riconoscere i grafemi distinguendoli da altri segni grafici, e differenziarli tra loro in funzione della forma e dell’orientamento spaziale; discriminare i suoni linguistici e di riconoscere i singoli fonemi della lingua;
  • Coordinazione oculo-manuale: coordinare la percezione visiva con l’esecuzione di movimenti delle mani (motricità fine). Viene richiesta nel processo di scrittura per lo sviluppo di un buon grafismo (qualità del tratto grafico).
  • Abilità visuo-percettive: capacità di discriminazione visiva e di riconoscere lo stimolo in forma globale anche quando viene presentato solo in parte.

Competenze di numero e calcolo

  • Capacità di distinguere in modo rapido la quantità corrispondente ad un numero di oggetti ridotto (subitizing)
  • Ricordare la sequenza numerica anche al contratrio
  • Competenze simboliche: riconoscere i numeri scritti, leggerli, associarli alla rispettiva quantità e al simbolo grafico
  • Memoria e abilità linguistiche: calcolo a mente, risoluzione dei problemi aritmetici e recupero delle informazioni
  • Concretizzare il concetto astratto di numero
  • Confrontare insiemi di numerosità diverse

A scuola è possibile lavorare sui prerequisiti attraverso giochi e attività ludiche permettendo a bambini e bambine di apprendere divertendosi attraverso al gioco; numerosi studi confermano l'importanza di utilizzare approcci e metodologie distanti dall'uso di schede e materiale prestampato. "Una conferma indiretta si trova negli studi che mostrano i limiti, al contrario, dei curricoli che puntano a un’alfabetizzazione precoce. Queste ricerche evidenziano che tali programmi garantiscono spesso ai loro alunni esiti di eccellenza nei test scolastici d’ingresso, riferiti ai primi elementi di letto-scrittura. A lungo termine però tali risultati abitualmente non si mantengono, in quanto coloro che, grazie ai curricoli ludici, hanno sviluppato maggiore stabilità emotiva, motivazione verso la conoscenza e capacità di autoregolazione, riescono in breve tempo a raggiungere e superare i compagni che possedevano già conoscenze specifiche di tipo scolastico (Bergen, 2002). Tali ricerche confermano dunque che, per favorire il successo scolastico, non occorre anticipare e incrementare i contenuti da proporre ai bambini. è necessario piuttosto stimolare gradualmente lo sviluppo dei piccoli, perché le loro strutture cognitive siano in grado di elaborare in maniera significativa i contenuti proposti, conservando il piacere di apprendere. Si tratta inoltre di favorire una crescita sana in tutte le dimensioni, compresa la sfera emotiva, che prevede l’autoregolazione e una stima realistica di sé. I curricoli ludici, con la mediazione adulta, sembrano essere i più adeguati per rispettare queste esigenze. Il gioco è infatti un contesto privilegiato per favorire lo sviluppo progressivo di competenze cognitive e socioemozionali, indispensabili anche per il successo scolastico". (Paola Picchiardi, Cristina Coggi - Gioco e potenziamento cognitivo nell'infanzia. Comprensione, memoria, ragionamento, capacità critica e creatività. Edizioni Erickson) 

Buona lettura!

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