Pensiero divergente: quando la scuola lascia spazio alla creatività - intervista

 "Se un bambino non può imparare nel modo in cui insegniamo, forse dovremmo insegnare nel modo in cui lui impara." – Ignacio Estrada

La creatività non è un talento riservato a pochi eletti, ma una capacità che tutti i bambini possiedono e che la scuola dovrebbe coltivare. Purtroppo, un ambiente scolastico basato su schede prestampate, risposte univoche e lavoretti tutti uguali soffoca progressivamente il pensiero divergente. Uno studio celebre condotto da George Land per la NASA ha dimostrato che il 98% dei bambini in età prescolare mostra livelli di creatività geniale, ma questa percentuale scende drasticamente con l’ingresso nel sistema scolastico tradizionale. In questo articolo ascolteremo la voce di un’insegnante che ha deciso di ribaltare il paradigma, scegliendo materiali aperti, progetti senza un risultato prestabilito e un apprendimento che nasce dalla sperimentazione libera. Perché solo dove c’è libertà, può nascere la vera innovazione.

"Sono un'insegnante di scuola dell' infanzia con un classe di 25 bambini (8 piccoli, 6 medi, 11 grandi): penso che nulla sia impossibile; si tratta di provarci e riprovarci e soprattutto formarsi e mettersi in discussione, ascoltare e osservare i bambini e i loro interessi. Tanto fa anche come si predispone la sezione: noi stiamo cercando di eliminare tutti i giochi di plastica e ci stiamo concentrando ad aggiungere più cose in legno, materiali naturali per lasciare lo spazio di esplorare e creare ai bambini. Lavorare in modo destrutturato richiede tempo e attenzione, ma soprattutto uscire dagli schemi e eliminare dalla testa il pensiero che i bambini apprendono solo se fanno schede già preimpostate. Il lavoro che stiamo facendo nella nostra scuola parte dall' ascolto durante la giornata dei bambini e dall' osservazione poi abbiamo iniziato a procedere per tentativi. Certo non ci si può aspettare che provo una volta (magari proponendo cose che ai bambini non interessano nemmeno) e non riesce e allora dico che è impossibile. Anche se la prima volta non riesce come lo avevamo in mente, dobbiamo abbassarci e provare a guardare con gli occhi dei bambini, perchè qualcosa che ha funzionato e dal quale si può ripartire ci sarà sicuramente. Noi stiamo avendo tante soddisfazioni da parte dei bambini perché apprendono molto di più e molto velocemente, pongono domande e noi rilanciamo e ogni giorno è una scoperta."


Non sempre le cose vanno esattamente come le avevamo immaginate. A volte, un’attività pensata con cura prende una direzione diversa, inattesa. Ma invece di scoraggiarci, dobbiamo abbassarci, metterci al livello dei bambini e osservare con i loro occhi. Perché, anche se il risultato non è quello previsto, qualcosa di significativo è sicuramente accaduto, qualcosa da cui ripartire.

Ogni giorno è una scoperta: i bambini sorprendono con domande, intuizioni, connessioni inaspettate. Se diamo spazio alla loro curiosità e accogliamo i loro tempi e percorsi, l’apprendimento diventa più naturale, più rapido e più profondo. Basta lasciarsi guidare dal loro entusiasmo, rilanciare le loro esplorazioni e trasformare ogni tentativo in un’opportunità per crescere insieme.

Ne parliamo nei miei corsi https://www.incerchioconlefamiglie.it/formazioneeducatoriinsegnanti.html