LA COMUNICAZIONE NONVIOLENTA

Fonte: Parole che funzionano - Associazione di Promozione Sociale LE BASI DELLA COMUNICAZIONE NONVIOLENTA


La CNV fornisce gli strumenti per comprendere cosa innesca la reattività nelle persone, stimola ad assumersi la responsabilità e la consapevolezza delle proprie risposte, approfondisce la connessione con se stessi e con gli altri e, infine, permette di trasformare la reattività con la quale a volte rispondiamo agli stimoli. La pratica della CNV è fondata su un principio: alla radice delle azioni umane ci sono i bisogni che le persone stanno cercando di soddisfare , riconoscere quali sono questi bisogni può creare una base condivisa per stabilire connessione tra gli individui e quindi portare pace. 

Tutti noi condividiamo gli stessi bisogni o valori (anche se possono manifestarsi in momenti diversi per ciascuno di noi); comprendere cos’è importante per tutte le persone coinvolte in una relazione sicuramente contribuisce alla connessione, perché al livello dei bisogni è più quello che ci unisce che non quello che ci che ci differenzia. L'apprendimento, che deriva dal praticare, porta ad una padronanza via via maggiore e, sebbene sia necessario tempo per acquisire un nuovo linguaggio, ogni nuovo apprendimento è di stimolo per il successivo. La CNV invita a praticare, nella comunicazione con gli altri, due atteggiamenti: ascoltare con attenzione ed esprimersi con onestà. 

La pratica prende le mosse dalla connessione empatica con noi stessi, il cui proposito è quello di darci supporto mantenendo la chiarezza sui nostri bisogni, per poter scegliere le nostre azioni e le nostre risposte a partire da uno spazio di consapevolezza e gentilezza anche verso noi stessi. La chiave per esprimere un’osservazione è separare i nostri giudizi, valutazioni o interpretazioni dalla descrizione di ciò che è avvenuto. Per esempio, se diciamo “tu sei sgarbato” l’altra persona può essere in disaccordo, mentre se diciamo “quando ti ho visto entrare e non ho sentito il tuo saluto” l’altra persona riconosce più facilmente a che cosa ci stiamo riferendo. 

Quando riusciamo a descrivere quello che vediamo o sentiamo utilizzando il linguaggio dell’osservazione senza mescolare valutazioni, è probabile che la persona che ascolta riceva questo messaggio senza sentire l’urgenza immediata di rispondere e sia più disponibile ad ascoltare i nostri sentimenti e bisogni.

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