Intelligenza numerica e abilità matematiche: sappiamo contare fin dalla nascita?

"Il mondo è stato creato con delle frasi, 
composte da parole, formate da lettere. 
Dietro queste ultime sono nascosti dei numeri,
rappresentazione di una struttura, di una costruzione 
ove appaiono senza dubbio degli altri mondi 
ed io voglio analizzarli e capirli 
perché l'importante non è questo o quel fenomeno, 
ma il nucleo, la vera essenza dell'universo".
Albert Einstein


L’intelligenza numerica ha la sua articolazione motoria nelle mani. Ciò vuol dire che per stimolare l’intelligenza numerica si dovrebbe “fare” più che “dire”; tant’è vero che anche a livello cerebrale le due aree (quella del linguaggio e quella della cognizione dei numeri) sono distanti tra loro. In realtà la didattica della matematica è spesso veicolata da meccanismi fonologici (cioè da parole): meccanismi della cognizione verbale che non hanno nulla a che fare con i meccanismi della cognizione numerica. Questo è uno dei motivi per cui molti bambini presentano grosse difficoltà in matematica senza avere un disturbo Specifico. L’intelligenza numerica ha bisogno di un dominio di aiuto che si basa su strategie visuo-spaziali. Si pensi per esempio a quanto tempo si dedica al calcolo scritto, che tra l’altro non c’entra nulla con le funzioni cognitive che garantiscono l’intelligenza numerica, e quanto poco al calcolo orale che è quello che per esempio ci aiuta a sviluppare le strategie visuospaziali. (Da “Lo sviluppo dell’intelligenza numerica” di D. Lucangeli)


Antell e Keating (1983) hanno rilevato che neonati da 1 a 12 giorni riescono a discriminare insiemi di due o tre elementi e quindi riescono a differenziare insiemi in base alla numerosità degli elementi contenuti. Xu e Spelke (2000) sono riusciti a rilevare che bambini di 5/6 mesi sono in grado di distinguere tra insiemi di 8 e di 16 elementi. Secondo Luisa Girelli (2006) i bambini, già dalle prime settimane di vita, possiedo no un innato senso aritmetico che permette loro di valutare intuitivamente piccole quantità e discriminare fra loro piccoli numeri, manifestando stupore quando i risultati non sono quelli attesi. (Dott.ssa Alessandra Genovese, l’Intelligenza Numerica in età prescolare)


La dimostrazione di di tali competenze in bambini così piccoli contraddice clamorosamente la teoria di Piaget in base alla quale alcune competenze numeriche maturerebbero solo intorno ai 6/7 anni come la conservazione della quantità, la classificazione e la seriazione. Il fatto che le competenze numeriche siano presenti già alla nascita, indica che sono parte del patrimonio genetico ed ereditate biologicamente. Evidentemente nella storia dell'evoluzione della specie, essere in grado di giudicare la quantità a colpo d'occhio, competenza detta “subitizing”, era indispensabile per la sopravvivenza, in quanto permetteva di giudicare la presenza di “poco” o “tanto” cibo. (Nalin Orietta, "L'intelligenza numerica nella scuola dell'infanzia")


Gli studi che indagano lo sviluppo dell’apprendimento dimostrano che i bambini già a due anni possiedono molte abilità innate di cognizione numerica. Compito degli insegnanti, educatori e genitori è farle emergere e facilitare potenziandone l’evoluzione naturale. Sappiamo infatti che fornire stimoli in età precoce è essenziale per sviluppare tutte le abilità. Adottiamo materiali e attività che fin dai primi anni di vita possano favorire e promuovere la corretta manipolazione delle quantità. Ricordiamoci quindi di esprimerci in termini numerici con il bambino fin dalla prima infanzia. Quando descriviamo un oggetto, una scena o un evento, parliamogli oltre che del colore, della dimensione, del movimento, della posizione nello spazio, anche del numero. (Mario Perona, L’intelligenza numerica non è un utopia: potenziamento cognitivo a partire dai primi anni di vita)


I processi alla base del conteggio su cui lavorare con i bambini anche nei primi anni di vita:
  • Corrispondenza biunivoca: capacità di associare qualsiasi cosa a qualsiasi altra e solo a quella
  • Ordine stabile: capacità di mantenere l’ordine, le posizioni
  • Cardinalità: che l’ultimo numero detto rappresenta tutta la numerosità dei numeri prima
Le abilità matematiche di base (Subtizing, stima di grandezza e acuità numerica) sono geneticamente determinate e presenti fin dalla nascita, mentre le differenze individuali, cioè quelle per cui ci sono persone più brave in matematica e altre che nutrono una vera avversione per la stessa, riguardano capacità più avanzate collegate agli strumenti concettuali forniti dall’istruzione formalizzata e legate quindi all’insegnamento. Quando si valutano le competenze numeriche di un bambino è importante distinguere tra quelle innate (‘’capacità di vedere’’ una quantità in modo corretto) e quelle culturali (capacità di denominare questa quantità con il nome corretto). Per esempio è diverso chiedere a un bambino dove ci sono più caramelle e chiedere dove ce ne sono 3. 

Per apprendere a calcolare in maniera veloce ed accurata, il bambino deve aver sviluppato una buona padronanza delle abilità di conteggio, dei processi semantici, lessicali e sintattici e di elaborazione del numero (calcolo a mente e scritto). Contare riveste una funzione importantissima perché sancisce il passaggio dalle abilità di tipo innato preverbale e le abilità verbali che dipendono dalla cultura e dal contesto di appartenenza. Il bambino passa da una capacità innata che gli permette di discriminare quantità visive a una capacità verbale appresa che gli consente di associare a queste quantità una etichetta. (Pamela Pangaro e Flavia Francomano, Lo sviluppo della conoscenza numerica nei primi anni della scuola primaria)


Abbiamo visto che i bambini, già nelle prime fasi della vita, possiedono abilità matematiche sviluppate; queste vengono però spesso accantonate fino ai cinque\sei anni quando arriva il momento di prepararsi all'inizio della scuola primaria. Si perdono così cinque preziosi anni di vita (in cui la finestra di apprendimento legata al mondo dei numeri è aperta a nuove competenze) causando molte difficoltà negli anni successivi.. perchè non iniziare a giocare con i numeri già al nido o all'infanzia quando i bambini si mostrano spontaneamente pronti?

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