Didattica innovativa e insegnamento della lingua inglese

In questi giorni stiamo approfondendo i temi della didattica innovativa all'interno di tutti i gradi di istruzione; in particolare, durante un confronto nella chat del gruppo dedicato, l'insegnante Paola (insegnante esterna specialista di Inglese per Istituti Infanzia e fascia 0-6 della Provincia Monza e Brianza) ci ha raccontato la sua esperienza di insegnamento della lingua inglese nella fascia 0-6. Le ho chiesto di raccontarci i punti salienti del suo progetto perché possa essere d'ispirazione per altri colleghi e per sottolineare che non è necessario avere grandi dotazioni di materiali o strumenti per iniziare ad offrire esperienze di apprendimento diverse dalla didattica tradizionale. 

I contenuti di seguito sono stati scritti dall'insegnante che ha progettato l'esperienza, potete contattarla qui se avete domande: https://instagram.com/paola.po?igshid=2ok1cycfq9xc

INSEGNAMENTO DELLA LINGUA INGLESE - FASCIA 0-6

ASPETTI CHIAVE PER BAMBINI E INSEGNANTI: 

1 coinvolgimento e divertimento: la chiave è farsi coinvolgere e QUINDI coinvolgere. Essere coinvolt* significa essere liber* di esprimersi liberamente, giocando e sperimentando con i bambin* e insieme ai bambin*. Non avere inibizioni, non provare vergogna e immergersi nel momento. Sentirsi liber* anche di essere legger* (non superficial*, è diverso) e anche, talvolta, sciocchi. Quando mi sento liber*, mi diverto di più di quando invece sono costrett*, in ambienti o attività imposte. Ridere e sorridere, metterci corpo e testa, lasciandosi andare. Tutta questa libertà si trasforma in gusto. Gusto nel fare il proprio. E l'adulto che gusta viene guardato dal bambino con gusto, che a sua volta si diverte e prende parte al momento.

2 capacità di mettere in relazione elementi della L1 concreti con elementi della L2: l'insegnamento di una L2 deve basarsi su aspetti concreti e tangibili (difficile portare ai bambin* temi come l'astratto) che il bambino ben conosce nella L1. Si tenderà quindi a privilegiare temi quali il vivere quotidiano, i colori, i numeri, il mondo degli animali, il mondo delle piante e la natura, le forme, gli opposti, i luoghi. 

3 concretezza e scuola all'aperto: l'insegnamento della L2 è possibile attraverso spazi all'aperto, attraverso l'osservazione di ciò che ci circonda. Il bosco, il giardino, lo stagno, il campo, ..., possono diventare luoghi d'apprendimento. 

4 routines L1 in relazione a routines L2: trasportare le routines, le abitudini dalla L1 alla L2, con esempi pratici e concreti. Quindi si privilegeranno attività legate alle operazioni tipiche che riempiono le nostre giornate (vestirsi, lavarsi, cucinare/impastare, ...).

Metodi: 

1 TPR (total physical response): ovvero utilizzo del proprio corpo per l'apprendimento della L2: il metodo TPR si basa sulla coordinazione del linguaggio e del movimento fisico. Attraverso il TPR, vengono date semplici istruzioni che verranno ripetute con i movimenti del corpo. 
Il metodo TPR è un esempio dell'approccio di comprensione all'insegnamento delle lingue. L'ascolto e la risposta (attraverso le azioni) hanno due scopi: riconoscere rapidamente il significato nella L2 e apprendere passivamente la struttura della lingua stessa. La grammatica non viene insegnata in modo esplicito, ma può essere appresa dall'input linguistico. Il TPR è un modo prezioso per imparare il vocabolario, i verbi motori, le abitudini, le azioni più ricorrenti. ("I read a book", mentre sfoglio e fingo di leggere; "I wash my face", mentre fingo di lavarmi il viso; "I jump high", mentre faccio un gran salto in alto; "I sit down and I stand up", mentre mi siedo e mi rialzo; ...)
Asher ha sviluppato la TPR come risultato delle sue esperienze osservando i bambini piccoli che imparano la loro L1. Ha notato che le interazioni tra genitori e figli spesso assumevano la forma del discorso del genitore seguito da una risposta fisica del bambino. Asher fece tre ipotesi basate sulle sue osservazioni: primo, che la L2 si impara principalmente ascoltando; secondo, che l'apprendimento delle lingue deve coinvolgere l'emisfero destro del cervello; e terzo, che l'apprendimento della lingua non dovrebbe comportare alcuno stress. La risposta fisica (totale) viene spesso utilizzata insieme ad altri metodi e tecniche. 

2 No-no-key method: molto semplicemente, basare la comprensione della L2 su parole/frasi che hanno somiglianza con suoni tipici della L1, portando i bambin* alla comprensione attraverso un percorso logico. Esempio: indicare una mela, e indicandola precisamente chiedere in L2 "che cos'è?", attraverso poi una serie di tentativi (2 o 3 son più che sufficienti) portare i bambin* a comprendere che tipo di domanda si sta loro rivolgendo. "what is it?" - "..." - "Is it a banana?" - "no! Non è una banana!" - "Is it an orange?" - "no! Non è un'arancia!" - "then what is it?" - "E' una mela!" I bambin* a quel punto hanno capito cosa gli veniva chiesto, non ad esempio di che colore era quella cosa o oggetto, ma piuttosto che cos'era quella cosa/oggetto.

3 letture e piccoli sketch in L2: libri, libri, libri, a volte è buona cosa usare libri che i bambin* conoscono già nella L1; anche piccoli sketch, scenette e dramatization sono molto utili nell'apprendimento di una L2. 

4 mimica facciale e corporea: il corpo come già detto nel punto n. 2 è fondamentale nell'apprendimento di una L2, non possiamo infatti impedirci di usare il nostro corpo come strumento d'insegnamento (se dicendo "I'm jumping" sto saltando, sarà più facile per i bambin* capire che mi sto riferendo a quell'azione specifica, il saltare; cercare di insegnare loro "I'm jumping" mentre sono sedut* sarà sicuramente più complicato e sicuramente molto meno immediato!). Lo stesso discorso vale per la mimica facciale: la sorpresa, la felicità, il timore, la curiosità saranno sottolineati (quasi esasperati, ma senza cadere nella teatralizzazione, i bambin* non sono da trattare come persone che faticano a comprendere la L2!). Se mentre leggo un libro, in un turning point avverto curiosità, il mio viso si farà interprete di quella curiosità, gli occhi saranno sgranati e la bocca un po' aperta. 

5 realia: realia si riferisce a oggetti autentici della vita reale che si usano in classe per insegnare un concetto specifico. I realia possono essere sia fisici che virtuali, purché sia qualcosa utilizzato nel mondo reale (piuttosto che creato specificamente per una classe ESL). Il vantaggio principale dell'utilizzo di oggetti reali in classe è rendere l'esperienza di apprendimento più memorabile per lo studente. Per fare un paio di semplici esempi, se stai per insegnare il vocabolario relativo a frutta e verdura, può essere molto più "affettivo" per gli studenti se possono toccare, annusare e vedere gli oggetti mentre ascoltano la nuova parola. Ciò farebbe appello a una gamma più ampia di stili di apprendimento rispetto a una semplice immagine/flashcard del frutto o della verdura.

6 le good practices: ovvero le buone abitudini, ad esempio il lavarsi le mani, il sedersi composti, il rispettare le regole, usare il tovagliolo durante i pasti, usare le posate correttamente, e tutte le altre buone abitudini che riempiono i ns giorni. Ripetendo l'abitudine in L2 i bambin* assorbiranno naturalmente abitudini e vocaboli mettendoli in relazione con la L1. 

--> Idee e proposte: giochi, osservazione dell'ambiente (all'aperto e nello spazio scuola) canzoni, musica, disegno, pittura, danza, .. Le esperienze che possiamo portare ai bambin* sono davvero infinite, l'importante è ripetere il più possibile i termini e le espressioni in L2 e partire sempre da bisogni ed interessi dimostrati. 

Un altro consiglio è quello di cercare di essere il meno direttivi possibile per permettere a bambini e bambine di essere i veri protagonisti dei processi di apprendimento. 


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