Problem solving e pensiero laterale a scuola

"Le nuove idee sono la sostanza del cambiamento e del
 progresso in ogni campo, dalla scienza all'arte, dalla
politica alla felicità personale"
Edward de Bono


Con il termine "pensiero laterale", coniato da Edward De Bono, si intende una modalità di risoluzione di problemi logici (problem solving) che prevede un approccio particolare, ovvero l'osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema. Il pensiero laterale è strettamente correlato alla creatività, ma mentre la creatività è troppo spesso solamente la descrizione di un risultato, il pensiero laterale è la descrizione di un procedimento. Una soluzione diretta prevede il ricorso alla logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano più ovvie, il pensiero laterale se ne discosta (da cui il termine laterale) e cerca punti di vista alternativi per cercare la soluzione. Il pensiero laterale riguarda la produzione di nuove idee, riguarda anche la liberazione dalle prigioni concettuali: la liberazione dalle vecchie idee e lo stimolo verso le nuove sono aspetti inscindibili del pensiero laterale. La mente è un sistema creatore e utilizzatore di cliché. Lo scopo del pensiero laterale è quello di superare questi limiti fornendo un mezzo per ristrutturare i modelli per sfuggire ai clichè: con il pensiero laterale non ci si muove allo scopo di seguire una direzione bensì per generarne una. Il movimento e il cambiamento del pensiero laterale non sono un fine in sé ma un modo per dar luogo alla rimodellizzazione. È importante quindi disporre di modalità e strumenti che facilitino questi processi di pensiero, per generare creativamente ipotesi da abbinare e combinare con le conoscenze già possedute. (Edward de Bono, Sei cappelli per Pensare, Rizzoli, 1999)


Cosa ci dice il MIUR?

Perseguono diverse finalità, tra le quali spicca lo sviluppo e la diffusione del pensiero computazionale, una metodologia di ragionamento che rende gli studenti capaci ad esempio di scomporre un problema in sottoproblemi, di organizzare, analizzare e rappresentare i dati di un problema tramite astrazioni, modelli e simulazioni, di automatizzare la risoluzione dei problemi tramite il pensiero algoritmico il cui obiettivo principale è quello di individuare e descrivere strategie risolutive dei problemi (problem solving).
Il pensiero computazionale consente di sviluppare una nuova capacità di comprendere fenomeni e risolvere problemi anche in ambiti disciplinari diversi da quelli prettamente informatici. Rappresenta un'abilità di base, da associare a leggere, scrivere e calcolare, che completa e combina il pensiero matematico con il pensiero creativo, mettendo a disposizione strumenti per descrivere processi e dati.

Ecco un piccolo esercizio per la scuola primaria e secondaria (ogni classe può approcciarsi in base alle competenze che possiede); teniamo sempre a mente la zona di sviluppo prossimale, ogni compito proposto a bambini e bambine deve essere leggermente più complesso del precedente ma comunque affrontabile!









Buona lettura!

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