Premi e punizioni























 Alzare la voce, sgridare, puntare il dito,.. di certo non sono elementi che possiamo ritrovare alla base di una sana educazione fondata su una relazione di rispetto reciproco e di fiducia.

Proviamo a pensare a noi stessi quando qualcuno ci risponde male, ci riprende, ci fa notare in malo modo qualcosa che abbiamo fatto male.. Siamo felici? Ci sentiamo pronti per migliorare e riconoscere i nostri errori?
Credo che ognuno di noi preferisca ESSERE SOSTENUTO ED ACCOLTO NEI PROPRI ERRORI..
ESSERE PUNITO MINA LA RELAZIONE, RENDE IL BAMBINO ARRABBIATO E DIFENSIVO, LE PUNIZIONI SPENGONO IL RAGIONAMENTO, LA LOGICA.
Un bambino non si "comporta male" di proposito, c'è sempre una valida ragione dietro ad un determinato comportamento di un bambino quindi.. perchè punire? Non sarebbe meglio provare a capire qual è stata la causa scatenante in modo da trovare delle strategie efficaci per estinguere tale comportamento?
I bambini dimenticano rapidamente il comportamento "cattivo" che ha portato alla loro punizione; vanno solo sulla difensiva. Se imparano qualcosa, è di mentire in modo da evitare di essere scoperti la volta successiva.
I bambini possono sentirsi costretti a conformarsi al il comportamento richiesto ma è un’illusione temporanea; la motivazione interna è più duratura ed efficace. Una volta terminata la punizione, il bimbo si sente libero di ricominciare a comportarsi come in precedenza.
La punizione agisce instillando paura e mira a costringere i bambini a conformarsi e obbedire, ma non ci aiuta necessariamente a educarli. La punizione e il feedback negativo demotivano le persone; se invece siamo gentili ed empatici con loro mentre fissiamo i limiti I BAMBINI HANNO MAGGIORI PROBABILITÀ DI ACCETTARLI E ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ.
Vedendo noi lavorano sull'autoregolazione emotiva, imparano a gestire le proprie emozioni e quindi il loro comportamento; se mostriamo di non saper gestire la nostra frustrazione, anche loro si sentiranno giustamente in diritto di non gestire la loro.
La "trasgressione" delle regole va intesa come un segnale di richiesta di attenzione da parte del bambino, spesso difficile da riconoscere e capire. Per questo è importante dare spazio all'ascolto e alle motivazioni prima di intervenire con rimproveri e colpevolizzazioni... é sempre importante parlare con il bambino "a freddo", una volta passato il momento di collera.

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Per approfondire:

Progress Without Punishment: Effective Approaches for Learners with Behavior Problems

Classroom Discipline without Punishment, Ronald L. Abrell

Assor, Avi, Guy Roth, and Edward L. Deci. “The Emotional Costs of Parents’ Conditional Regard: A Self-Determination Theory Analysis.” Journal of Personality 72 (2004): 47-89.

Grolnick, Wendy S. The Psychology of Parental Control: How Well-Meant Parenting Backfires. Mahwah, NJ: Erlbaum, 2003.

Burhans, Karen Klein, and Carol S. Dweck. “Helplessness in Early Childhood: The Role of Contingent Worth.” Child Development 66 (1995): 1719-38.