Il potenziamento

 



Il potenziamento delle abilità cognitive è un intervento che ha l’obiettivo di sostenere il normale sviluppo di una funzione, così da favorirne la maturazione permettendo il raggiungimento delle sue massime potenzialità; è intervento educativo in grado di favorire il normale sviluppo di una funzione che sta emergendo; deriva dal concetto di sviluppo prossimale proposto da Vygotskij: la zona di sviluppo prossimale corrisponde allo spazio intermedio tra il livello di sviluppo attuale del bambino ed il suo livello di sviluppo potenziale.
Negli ultimi anni si è riscontrato il rapporto tra il bambino e il professionista favorisce il potenziamento delle capacità cognitive, modifica le capacità di comunicazione con l’adulto, riduce l’impotenza appresa e aumenta la motivazione a farcela. (Meglio potenziare che dispensare. Dossier a cura di Dott.ssa Nicoletta Perini, ricercatore presso i Centri Polo Apprendimento, Prof.ssa Daniela Lucangeli, Università degli Studi di Padova).
L’intervento deve essere mirato: chiedere al bambino prestazioni al di sopra o al di sotto della soglia può causare frustrazione, ansia o demotivazione; è possibile progettare un intervento in piccolo gruppo per sostenere l'apprendimento cooperativo e permettere ai bambini di "contaminarsi" e "imparare ad apprendere" mettendo in gioco le competenze di ognuno.


"Il potenziamento ha a che fare con lo sviluppo tipico e consiste nell’insieme degli interventi volti a favorire e promuovere l’acquisizione e il normale sviluppo di una funzione non ancora comparsa al meglio. Per potenziamento intendiamo predisporre un intervento educativo in grado di favorire il normale sviluppo di un funzione che sta emergendo. In altre parole significa fare utilizzare la funzione al meglio delle potenzialità individuali, offrendo situazioni di apprendimento con elementi di novità e complessità maggiore rispetto a quanto il bambino potrebbe imparare se agisse da solo e per proprio conto. Alla luce di tali evidenze scientifiche, si deve analizzare il profilo di apprendimento di soggetti segnalati dal sistema scolastico come soggetti con Learning Disabilities (difficoltà/disturbi di apprendimento) per scegliere l’intervento educativo di potenziamento prossimale (e, dove necessario, di riabilitazione) più adatto alle caratteristiche del soggetto stesso. Nessun dominio evolve al meglio delle sue possibilità se l’ambiente educativo non accompagna e potenzia adeguatamente tale sviluppo, nei tempi adeguati e con le modalità pertinenti. Per mettere in atto un buon programma di potenziamento deve essere chiara la relazione tra potenziamento e valutazione iniziale; pertanto, l’intervento deve essere finalizzato a promuovere l’acquisizione di una o più aree carenti". (Meglio potenziare che dispensare. Dossier a cura di Dott.ssa Nicoletta Perini, ricercatore presso i Centri Polo Apprendimento, Prof.ssa Daniela Lucangeli, Università degli Studi di Padova).

Riferimenti normativi

  • Legge 170/2010

  • Decreto attuativo 5669

  • Schema di accordo Stato e Regioni - «Indicazioni per la diagnosi e la certificazione diagnostica dei disturbi specifici di apprendimento (DSA)

  • Protocollo di intesa per le attività di identificazione precoce dei casi sospetti di dsa - regione del veneto e u. s. r. per il veneto 10 – 02 - 2014


Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia.
Individuazione di alunni e studenti con DSA
Ai fini di cui al precedente articolo, le istituzioni scolastiche provvedono a segnalare alle famiglie le eventuali evidenze, riscontrate nelle prestazioni quotidiane in classe e persistenti nonostante l’applicazione di adeguate attività di recupero didattico mirato, di un possibile disturbo specifico di apprendimento, al fine di avviare il percorso per la diagnosi ai sensi dell’art. 3 della Legge 170/2010.

Osservazione delle prestazioni atipiche
Quando un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e potenziamento. Se, anche a seguito di tali interventi, l’atipia permane, sarà necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato, consigliandola di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza o meno di un disturbo specifico di apprendimento.
I servizi pubblici e i soggetti accreditati (…) effettuano il percorso diagnostico e il rilascio delle certificazioni in coerenza con le indicazioni della Consensus Conference.
La diagnosi di DSA deve essere prodotta in tempo utile per l’attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste, quindi, di norma, non oltre il 31 marzo per gli alunni che frequentano gli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato (per la Regione Veneto il limite è il 15 febbraio).
Fa eccezione la prima certificazione diagnostica, che è prodotta al momento della sua formulazione, indipendentemente dal periodo dell’anno in cui ciò avviene.

Elementi della certificazione di DSA:


1. La certificazione di DSA …deve essere articolata e formalmente chiara.


2. La certificazione di DSA contiene le informazioni necessarie per stilare una programmazione educativa e didattica che tenga conto delle difficoltà del soggetto e preveda l’applicazione mirata delle misure previste dalla legge (…) A tal fine è necessario che la certificazione di DSA contenga anche gli elementi per delineare un profilo di funzionamento (che definisce più precisamente le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza). Tale descrizione deve essere redatta in termini comprensibili e facilmente traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica.


3. Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato:


al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente;
ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia.

Il percorso per l’individuazione precoce dei casi sospetti di DSA si articola in tre fasi:


  • Individuazione degli alunni che nella scuola primaria presentano difficoltà significative di lettura, scrittura e calcolo e, nella scuola dell’infanzia, uno sviluppo atipico del linguaggio e/o un ritardo nella maturazione delle competenze percettive e grafiche

  • Attivazione di percorsi didattici mirati al recupero di tali difficoltà

  • Segnalazione dei soggetti “resistenti” all’intervento didattico


I genitori devono essere messi costantemente al corrente dalla scuola delle difficoltà degli apprendimenti evidenziate nei propri bambini e delle attività di potenziamento attivate nelle quali, laddove possibile, devono essere coinvolti.
È compito della scuola individuare i casi per i quali il potenziamento è risultato inefficace e che presentano caratteristiche più probabilmente compatibili con un sospetto di DSA. Per questi ultimi verrà predisposta dalla scuola una comunicazione scritta per i genitori, riportante le difficoltà/potenzialità osservate nel percorso di apprendimento e potenziamento.
























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